Durante il lockdown abbiamo tutti fatto di necessità virtù e ci siamo industriati nella preparazione di pizze, pane e impasti vari. Perché puoi imporre a un italiano di non uscire di casa per 3 mesi, ma non puoi chiedergli di rinunciare alla pizza del sabato sera! Nossignore, se gli italiani non possono andare in pizzeria, la pizza se la fanno da soli in casa. Non ci ha fermato nemmeno la carenza di farine e lieviti nei supermercati: ci siamo trasformati tutti in esperti procacciatori di beni di prima necessità nei luoghi e nei siti web più impensabili e molti di noi si sono anche creati da soli in casa il proprio lievito madre con acqua, miele (o mele) e farina (la sottoscritta inclusa! la storia-ricetta del mio lievito fatto in casa seguirà a breve).
Benché il lockdown sia finito per fortuna, la tradizione di preparare la pizza in casa per me non si è esaurita. Io ed S. ci abbiamo preso gusto e ogni weekend immancabilmente sforniamo pizze semi-autarchiche, condite con i pomodori e i fiori di zucca freschi che coltiviamo nel nostro orto in terrazza. Pertanto ogni sabato mattina rinfresco con amore il nostro lievito madre (che si chiama Zagaro e ha compiuto da poco 5 mesi da poco <3) e preparo l’impasto per la pizza del weekend.
Dopo aver testato varie ricette, ho adottato la ricetta dell’impasto della pizza in teglia dello chef romano Gabriele Bonci che è perfetto per i nostri gusti (meglio la pizza romana di quella napoletana, non me ne vogliate): il vantaggio di questo impasto ad alta idratazione (80% d’acqua) è che è molto digeribile, lievita tantissimo e si auto-prepara praticamente da solo nella mia insostituibile impastatrice automatica (una macchina del pane Silvercrest acquistata alla Lidl in Spagna per meno di 50 euro, un bel po’ di anni fa). Pertanto al mattino metto tutti gli ingredienti nell’impastatrice e lascio fare a lei, mentre io ed S. usciamo a goderci il weekend in mezzo alla natura: la sera al nostro rientro troviamo l’impasto per la pizza bello e pronto e non resta nulla da fare se non stenderlo nelle teglie e farcire le pizze. Che lusso!
Tuttavia, settimana dopo settimana abbiamo adattato un pochino la ricetta originale per renderla più veloce: Gabriele Bonci usa 1 g di lievito di birra oppure 150 g di lievito madre rinfrescato ogni 500 g di farina, io uso direttamente l’esubero del lievito madre, senza prima rinfrescarlo (ovvero la parte più superficiale che si trova nel vasetto del lievito, parte che molti buttano via). Gabriele Bonci usa 500 g di farina 0 oppure farina di semola di grano duro e farro integrale, io… uso quello che ho (solitamente un mix di farine: 00, semola di grano duro e integrale oppure di tipo 2). Gabriele Bonci usa 300 ml di acqua, io… più o meno: la quantità d’acqua dipende molto dalla temperatura e dal mix di farine, quindi eventualmente aggiungo un altro po’ d’acqua ad occhio se noto che la consistenza dell’impasto non è quella giusta (deve “filare” sulle pareti dell’impastatrice, come vedete nel video presente nella scheda-ricetta, ma non deve essere troppo morbido, altrimenti non puoi lavorarlo). Gabriele Bonci fa le pieghe di rinforzo e fa lievitare in frigo per 18-24 ore, io preferisco lasciar fare all’impastatrice e far lievitare a temperatura ambiente per 8-10 ore. Per la cottura invece, seguo pedissequamente i consigli e i tempi di cottura suggeriti da Bonci e ho anche acquistato una pietra refrattaria per simulare la cottura nel forno a pietra e un set di teglie tonde per cuocere più pizze in una volta sola.
In ogni caso, se volete provare la ricetta originale di Bonci, sotto trovate il video dove lo chef romano la prepara personalmente con le sue sapienti manone: ed è estremamente affascinante a vedersi (l’impasto, pur molto morbido, è disciplinatissimo).
A seguire qualche idea da provare per condire la tua pizza romana Bonci style 😉
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