Ci sono solo due cose capaci di tirarmi su istantaneamente quando sono giù: lo shopping e una cenetta a casa con un’amica. Ieri sera ho optato per la seconda. Menu: risotto al radicchio e crema catalana. Fuori grandine e un vento tagliente. Dentro la musica dell’ultimo album di Gianna Nannini (Io e te), luci soffuse e l’aroma di una cipolla rossa che sfrigola disciplinatamente nella casseruola. Lo sfrigolio soffuso e rassicurante del soffritto dietetico che mi ha insegnato la mamma: si prende una cipolla, si trita finemente e si mette a soffriggere con 1 cucchiaio d’olio extravergine e 2 d’acqua. E si scottano le verdure prima che la cipolla imbiondisca: sapore delicato e zero problemi di digestione. Soffritto di cipolle a parte, il problema in questa città sta nel trovare il radicchio. E’ rarissimo. Così come il finocchio, la ricotta di pecora, il pecorino e un caffè decente. Grazie al cielo, ho scoperto che al Corte Inglés si trova. Te lo fanno pagare manco si trattasse di ametiste, ma c’è. Per il resto, il vino rosso tempranillo La Rioja non ha nulla da invidiare al Nero d’Avola siciliano, il parmigiano reggiano me lo portano amici e parenti ogni volta che vengono a trovarmi e nei supermercati Caprabo c’è l’insostituibile riso Arborio italiano per risotti. Perché, diciamolo chiaramente, il riso per fare la paella non va bene per fare il risotto. Scuoce inevitabilmente e diventa una pappetta collosa dal retrogusto un po’ troppo esotico. Gli amici, quelli veri, poi, sono un po’ come il radicchio. Difficili da trovare e vanno via troppo presto. Meglio tenerseli stretti e organizzare cenette a base di confidenze e risotti al radicchio più spesso. Perché il tempo passa, gli amici ritornano in Italia e tu ti ritrovi in una città ogni giorno un po’ più fredda e un po’ più straniera. E con questa consapevolezza ogni volta che assapori il risotto al radicchio, guardi chi ti trovi di fronte tra i riflessi rubino del vino e d’un tratto non capisci più se l’amaro dolciastro che senti in bocca è colpa del radicchio ametista o di questa malinconia acerba che ti si insinua nel cuore.
Noi, sempre in
lotta come mai
Perché il nostro mondo
non è qui
Quel fiore nato in mezzo
al mare
Siamo io e te
Io e te,
Gianna Nannini
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