Qualche tempo fa la mia migliore amica dai tempi delle elementari, mamma di due splendidi bambini e moglie esemplare, mi ha confessato (quasi fosse una grossa colpa da farsi perdonare) che non ha mai cucinato la pasta al forno. Ora, non ho mai capito perché la pasta al forno sia così importante nella cucina siciliana e perché sia entrata nell’immaginario collettivo come il piatto della festa per antonomasia, ma di sicuro per me è il piatto delle infanzia, prima che le nordiche lasagne alla bolognese entrassero prepotentemente anche nel menu delle famiglie del Sud.
Non a caso, insieme agli arancini, la pasta al forno è il piatto preferito di Montalbano, nella sua variante messinese nota come “pasta ‘ncasciata” (che non si è mai capito se significhi “pasta in cassetta”, ovvero in teglia o “pasta condita abbondantemente di caciocavallo”). La pasta ‘casciata di Adelina appare in vari romanzi di Montalbano come La giostra degli scambi e La caccia al tesoro ed è protagonista anche di una scena della fiction Rai con Luca Zingaretti, scena che sintetizza molto bene l’effetto che il piatto suscita nei commensali! 😀
Allo stesso modo, tante domeniche della mia infanzia, a pranzo dalle nonne o dalla mamma, sono costellate di consolatori piattoni di pasta al forno, con la crosticina croccante e il gustoso ripieno filante, capaci di farci dimenticare sia le ore spensierate di gioco tra cugini sia qualsiasi piccola disavventura, dal brutto voto a scuola alle ginocchia sbucciate per le cadute sugli scogli.
Comunque sia, checché ne creda la mia amica, la pasta al forno non è un piatto così difficile da preparare, anzi: al massimo è un po’ lungo il procedimento, vista la grande varietà di ingredienti che prevede. Per il resto, basta mescolarli tra loro in un bel pasticcio di pasta, magari in più strati, e infornare il tutto. Solitamente io la preparo quando avanza del ragù, e in estate quando è stagione di melanzane, magari nella variante un pochino più light con del sugo di pomodoro e delle melanzane saltate in padella, al posto del ragù.
La nota positiva della pasta al forno infatti è che non esiste una regola fissa per farla, ma puoi usare quello che hai in frigo: se non ti aspettare quasi 3 ore che il ragù sia pronto, puoi ricorrere a una semplice salsa di pomodoro, insaporita con uno spicchio d’aglio e del basilico, e se non hai le melanzane fritte, puoi mettere quelle al forno o non metterle affatto. Anche sul formato di pasta si può essere molto flessibili: io preferisco i rigatoni, perché catturano il sugo alla perfezione e si riempiono di carne e formaggio filante, creando un effetto sorpresa da acquolina, ma c’è chi usa i maccheroni, a Palermo gli anelletti e c’è persino chi usa spaccatelle o sedani lisci. Il passo più difficile per me è sempre quello di preparare le uova sode, perché non azzecco mai i tempi di cottura e vengono o troppo morbide o troppo asciutte: ho dovuto acquistare un timer apposito per risolvere il problema una volta per tutte!
Cara Anna, domani è Ferragosto, la giornata mondiale della pasta al forno, le diete sono vietate e si fanno picnic e grigliate in giardino e in terrazza: coraggio, è il momento di prepararla e segnare anche questo traguardo come raggiunto nella tua lista di padrona di casa perfetta. Ecco la ricetta di casa mia! 😉
N.B. Stavolta non è un piatto dietetico e sicuramente non è dieteticamente corretto definirlo un primo: la pasta al forno è un piatto unico e anche molto sostanzioso!
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