Tempo fa scrissi che la mia vita cambia ogni due anni e che Novembre è un mese che aspetto sempre con timore. Adesso non so più se succede ogni due anni o no, ma Novembre è appena passato ed è uno di quei momenti. Dopo 7 anni in questa città l’universo mi sta avvisando in tutte le maniere possibili che la vita non è più qui, non è più adesso, ma in qualche altrove e in qualche altro momento che devo ancora scoprire. Ormai sono abbastanza vecchia e saggia per capire che è inutile opporsi alla corrente e bisogna solo lasciarsi fluire con pazienza e speranza verso questo altrove, consapevole che le rapide e il dolore prima o poi finiranno.
E così molto presto dovrò lasciare questa casa, i pochi amici che mi restano qui e un lavoro che già da un po’ non mi apparteneva più per altri luoghi, altri volti e altre cause. Nel frattempo faccio quello che fanno gli animali feriti: mi sono rinchiusa nella tana aspettando di riprendere le forze e tutto quello che faccio è scrivere, ascoltare musica e da qualche giorno cucinare.
Dopo mesi di insalate, pizze congelate e hummus del banco frigo, ho deciso che la sottoscritta merita di cucinare per se stessa e non per forza bisogna avere per pretesto una cena tra amici o a lume di candela. E visto che sono stanca di coccolarmi a base di pizza Margherita ho riaperto il mio vecchio quaderno di ricette e ho riscoperto coccole più sane come questa torta salata di zucca e ricotta inventata dalla mia mamma, ideale per le fredde sere invernali, quando torni a casa e hai solo voglia di metterti a dormire o di spegnere il cervello davanti a una bella storia in un film.
Non è stato facile arrivare a questa conclusione, cioè che io sola sono una ragione sufficiente per mettersi ai fornelli. Ci ha dovuto pensare l’Universo in uno dei soliti modi strampalati, attraverso… il mio parrucchiere! Niente a che vedere con lo stra-abusato slogan “Perché io valgo”, intendiamoci. Stavo seduta lì e mentre lui mi copriva diligentemente i sempre più numerosi capelli bianchi che mi ritrovo sulla testa, gli raccontavo dell’ultima disavventura (mi hanno rubato il portafogli con tutti i documenti dentro e forse un altro po’ della mia vecchia identità…). Non so perché ma tutto quello che mi sta capitando a volte mi sembra persino divertente, e quindi non che in quel momento fossi triste o arrabbiata, riuscivo persino a riderne. E a un tratto lui mi dice:
P: Hai presente lo spot del profumo Sì!, di Giorgio Armani?
M: Sì!
P: Sai M.? Ogni volta che lo vedo, non so perché, penso a te. Tutte le benedette volte.
M:… grazie, P…
Ora, io incollo qui lo spot e avviso: al di là di sentirmi molto lusingata, non è che avessi capito bene cosa il mio amico parrucchiere volesse dire. Io e Cate Blanchett non abbiamo nulla a che vedere, ma proprio nulla.
Però ascoltando le parole dello spot, ho capito cosa l’Universo vuole dirmi attraverso il mio parrucchiere. Ed è quello che cercherò di ricordare da ora in poi. Uno a volte si lascia trascinare dagli eventi, dai sensi di colpa, da quello che gli altri si aspettano da te, dai ricordi e da tante evitabili domande inutili. Ed è così che ci si perde. Ma la soluzione non sta negli altri né in qualsiasi altro fattore esterno, non sta negli amici che vanno e vengono, né nella famiglia o in chi ti sta accanto. La soluzione a volte sei tu stesso. Quindi non servono altri pretesti, né per cucinare, né per scrivere, né per essere la migliore versione di me stessa: basto io.
“Che bella la vita
quando balla al suo ritmo
che diventa maledetto
quando cambia i suoi piani
a volte gioca con te
altre volte ti regala quello che meriti
che bella la vita.
Così bella è
che a volte si distrae
e io mi lascio esistere”
Que bonita la vida, Dani Martinez
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Bello il poter scegliere il numero di porzioni!!!