Quando io e S. siamo da soli e dobbiamo festeggiare qualcosa non abbiamo dubbi: la scelta ricade quasi sempre su un piatto a base di pesce. Ed è così che abbiamo celebrato questo insolito Ferragosto quest’anno: con un piatto unico di cozze gratinate al forno, con contorno di insalata di finocchi e del croccante pane guttiau. Lo abbiamo accompagnato con una bella bottiglia di vino bianco ghiacciato e la tavola imbandita a tema marino. Eravamo soli soletti sulla nostra assolata terrazza milanese, tra l’insolito frinire delle cicale, circondati da quello che è ormai è un po’ orto, un po’ giungla domestica, ma ci è sembrato di essere al mare, in Sicilia, quasi in vacanza, nonostante in questi giorni S. sia sotto per rispettare i tempi di una consegna.
Per me è stata anche l’occasione di mettermi alla prova con una ricetta diversa dal solito che amo molto: le cozze ripiene gratinate sono uno dei miei antipasti preferiti nei ristoranti di pesce siciliani. Avevo molto chiaro il sapore che cercavo di ricreare ma non ero sicurissima sugli ingredienti da scegliere: sapevo che volevo usare i pomodori datterini freschi, ma non ero sicura sull’uso del vino bianco e del pecorino (per me il formaggio sul pesce è un sacrilegio). E in rete c’erano ricette con uvetta, pinoli, parmigiano e persino salsa di pomodoro! Alla fine, ho trovato l’equilibrio giusto mixando una ricetta tradizionale di Pino Correnti con una del ricettario siciliano di Alba Allotta: ho usato il vino bianco, il pecorino e un tocco di origano, oltre che aglio e prezzemolo, ovviamente. Il risultato è stato perfetto, da leccarsi i baffi. Provatele e fatemi sapere. 🙂
Metto le mani avanti: la ricetta è abbastanza semplice, ma un po’ lunghetta a causa della preparazione delle cozze che richiede tempo e attenzione nella pulizia e nella farcitura. Insomma, mi sono ricordata perché non compro mai le cozze, nonostante le adori! XD Una nota di lode infine alle cozze sottovuoto dell’Esselunga (non è adv), per fare ammenda del mio scetticismo: erano profumate e freschissime, oltre che a buon mercato e ho dovuto buttarne via solo un paio (una perché rotta e una perché non si è aperta in fase di cottura).
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